2 ombre: quella di me stessa e quella di chi avrei voluto

Data la mia esilità, da piccola ero soprannominata “la libellula”.

All’età di 12 anni il mio peso iniziò improvvisamente a lievitare, trasformando la libellula in un animaletto sempre più pesante.

Nell’intero periodo dell’adolescenza lo specchio mi restituiva un’immagine con cui ormai mi ero rassegnata a convivere e a causa della quale mi trovavo costantemente tra due ombre :l’ombra di me stessa e l’ombra di quella che avrei desiderato essere.

Mentre osservavo le mie coetanee andare avanti, io restavo arenata nelle mie insicurezze: ero consapevole che queste provenivano dall’immagine riflessa nello specchio, ma non volevo fare nulla per modificarla, in quanto era diventata la parte di me.

Anzi, la usavo sadicamente come muro tra me e gli altri, nessuno mi poteva capire e in quell’immagine mi rifugiavo: era sì la fonte delle mie debolezze, ma al tempo stesso anche una facile scappatoia per non affrontarle.

Come un boomerang, tutte le mie incertezze vi uscivano per poi rientrarvi.

All’età di 17 anni seguii una dieta prescritta da un dietologo: giunsi a perdere 11 kg, che poi RIPRESI – inutile dirlo, con gli interessi – subito dopo averla interrotta.

Stessa esperienza 5 anni dopo con le stesse conseguenze: in quest’occasione persi 13 kg, raggiungendo un peso non molto distante da quello attuale, ma l’aspetto dei tessuti era rimasto presso chè invariato.

Avete presente una mela svuotata della sua polpa?…

Fino all’aprile del 2009, periodo in cui venni a conoscenza del metodo Zangirolami: la sua studiata semplicità mi stupì a tal punto da non credere ai primi risultati che di lì a breve tempo avrei ottenuto. Ora lo specchio mi restituisce l’immagine da sempre sognata.

Ho tolto di dosso i chili di troppo e con essi tutta la mia insicurezza è volata via, come una libellula…

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