Il Metodo che può aiutare a perdere i chili di troppo

L’abbondanza di cibi, spesso troppo ricchi di grassi e zuccheri, comporta nel tempo l’esposizione a patologie gravi come l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, la sindrome metabolica, il diabete, e altre. Danni non solo alla salute del singolo cittadino, ma anche per la tenuta del sistema sanitario, per via dei costi economici che la cronicità di queste malattie comporta.

Nella prima edizione dell’Italian obesity barometer Report, ricerca realizzata in collabo- razione dell’Istat, si conferma che il problema del sovrappeso nel nostro paese riguarda milioni di individui, bambini compresi. Un disturbo molto diffuso, dunque, ma complesso allo stesso tempo, che richiede grandi capacità e specializzazione per essere affrontato con successo. I fallimenti sono frequenti, purtroppo.

Chi non ha provato almeno due-tre diete per dimagrire, ritrovandosi con i chili di prima, se non peggio, ancora più grasso?

Ecco perché è importante intervenire prima possibile con un programma mirato sulla singola persona, e sui suoi specifici problemi.

Nel 2004 Ivan Zangirolami, laureato presso la facoltà di Scienze Motorie all’università di Verona, inizia un’incessante attività di ricerca, affiancato dallo staff medico, per trovare una risposta efficace, con un percorso di dimagrimento sano, e soprattutto, uno stile di vita sostenibile, dove la vera svolta risiede nel miglioramento del sistema metabolico, che crei la possibilità di mantenere il peso raggiunto, attraverso una leggera attività motoria e una cura dell’alimentazione, perché, come spiega nel suo libro Ivan Zangirolami, il cibo è un nostro alleato e non un nemico.

Il “Metodo Zangirolami” viene applicato in ambulatori medici che fanno capo a un responsabile sanitario e il paziente viene seguito dal medico responsabile durante tutto il suo percorso: dagli esami ematici a una visita di anamnesi generale.


In base ai risultati e alle esigenze del paziente viene calibrata la parte motoria in combi- nazione con l’aspetto nutrizionale e medico.


Che tipo di attività motoria? «È un percorso della durata di circa 15-20 minuti da fare dove si vuole: a casa, presso i nostri centri oppure in palestra», spiega il dott. Zangirolami. «Sono importanti la frequenza, l’intensità e la sequenza degli esercizi fisici.

Lo scopo è quello di riattivare il metabolismo e per farlo ci devono essere alcune condizioni. Il nostro programma tende ad abbassare il livello di stress, fattore che influisce molto sull’alimentazione. Il nostro corpo tende, infatti, ad adattarsi all’attività fisica che facciamo e nel tempo “impara” a svolgere la stessa attività in maniera più efficiente e consumando meno calorie».

E il ruolo dell’alimentazione? «L’attività motoria e una diversa formulazione dell’alimentazione quotidian,a devono viaggiare su binari paralleli. Una cosa non funziona senza l’altra. Nel “Metodo Zangirolami” i vari alimenti non sono penalizzati: tutto dipende dalla quantità che si assume, orario, frequenza, e da come una persona metabolizza questi alimenti. Il programma è individuale per questo funziona così bene».

Esiste una regola generale? «No, dipende dalla risposta del soggetto, dalla precisione con cui segue il programma, e dalla massa che la persona in questione deve perdere. Ad esempio, una donna che pesa 120 chili potrebbe perdere più facilmente e più velocemente una quantità di peso maggiore rispetto ad un’altra che da 70 kg ne deve perdere una decina. Ci sono delle regole generali, certo, ma vanno sempre modulate in modo individuale. Per questo incontriamo singolarmente ogni persona, spieghiamo e valutiamo ogni caso, verifichiamo analisi e moduliamo alimentazione e attività motoria in modo individuale, insomma seguiamo la persona passo dopo passo verso il suo obiettivo».

In quale modo? «Gli studi medici si avvalgono di equipe di specialisti, medici, psicologi, personal trainer, consulenti, addetti al servizio clienti. Ancora una volta vince la ricerca, l’attenzione alla persona, la capacità imprenditoriale di far crescere un’azienda giovane ma già con tanta esperienza grazie alle migliaia di pazienti che hanno ritrovato il loro stile di vita», conclude Zangirolami.

Stile di vita sostenibile

Quando l’attività fisica non basta.

Seguire uno stile di vita sostenibile: questa è la parola chiave del “Metodo Zangirolami”, ideato dal dott. Ivan Zangirolami che ha investito energie e risorse nel settore del dimagrimento.
Oggi abbondanza e ricchezza si traducono nel concetto di “Stare Bene”, il che significa in altre parole mantenere un buon livello di prestazione fisica e mentale il più a lungo possibile nell’arco della nostra vita (ormai si può sperare di puntare al traguardo dei cento anni e persino oltre).

Abbondanza di tempo da dedicare a se stessi, ricchezza nel disporre degli alimenti migliori e di facile reperibilità, cibi che nutrono il corpo senza appesantirlo e pieni di tutte quelle proprietà che contribuiscono a preservare lo stato di salute. L’alimentazione è un fattore molto importante, perché il cibo, come ribadito nel libro di Ivan Zangirolami, “Chi ha detto che per dimagrire bisogna mangire poco?” Il cibo è un nostro potente alleato, non un nemico da contrastare con inutili rinunce e diete da fame.

Il primo centro nasce a Trento, nel 2004 e accoglie oggi più di 1000 pazienti.

La svolta arriva poi nel 2013 quando lo studio intuitivo, metodico, ed originale del dottor Zangirolami incontra lo spirito imprenditoriale del dottor Ivo Lorenzi, classe 1962, imprenditore, laureato in scienze della comunicazione, da anni nel settore del benessere. In meno di 5 anni vengono aperti gli studi a Bolzano nel 2014 con al suo attivo, circa 2000 pazienti; apre Milano nel 2015 con circa 2500 pazienti, Carpi nel 2016 e il 29 novembre 2019 si inaugurerà la sede di Brescia, già attiva da un anno con più di mille pazienti. Il metodo è presente anche nelle sedi di Verona e Romano d’Ezzelino (VI).

I risultati del metodo

Gli studi sono stati svolti su 197 pazienti (128 donne e 69 uomini di età compresa tra i 18 e i 78 anni) durante i primi 2-5 mesi di “trattamento” e con un BMI a inizio percorso compreso tra 53.35 (obesità grave) e 20.7 (normopeso). A un mese dall’inizio del percorso il 97% dei pazienti ha presentato un calo ponderale medio del 5.6 % rispetto al peso di partenza, variabilità compresa tra i 17.1 kg e i 0.4 kg e a 4mesi si è evidenziata una riduzione del peso compresa tra 20.3 e 0.2 kg, media di 9.7 kg, e di BMI del 10.87% medio. Circa il 52,5% dei pazienti obesi ha presentato un miglioramento dell’indice di obesità.

Importanti miglioramenti sono stati osservati anche sugli indici glicemici: su 40 pazienti con indice ematochimico Hbglicata uguale/ superiore a 38 mmol/l (condizione di inizio diagnosi prediabete) è stato osservato una diminuzione a 3-4 mesi del 7.65%, mediainvalore assoluto di 2.91 punti. Alcuni hanno presentato già dopo soli tre mesi necessità di modifica/riduzione della terapia medica in corso.
Le Conclusioni hanno evidenziato che: il «Metodo» ha rivelato un efficace impatto sia sul dimagrimento armonico che sul miglioramento del quadro clinico dei pazienti.

I risultati osservati hanno aperto la necessità di uno studio osservazionale di più ampio bacino per la valutazione degli effetti del «Metodo» sulle condizioni cliniche di Diabete e Pre-diabete, nonché sulla condizione clinica a più ampio spettro quale è la Sindrome Metabolica. Dott.ssa F. Abate, Dott. P. Cavalli, Dott.ssa R. Avi.